Liceo “Volta”

Bacheca Sindacale Interna e RSS Feeds

Bacheca Sindacale Interna - RSS Feeds

Cos'è

  1. Questo servizio è dedicato ad ospitare le comunicazioni riguardanti la nostra scuola (RSU interna). Sono riportati anche i “feed” (formato di interscambio automatico per articoli) da CGIL FLC, CISL Scuola, USB.

Le notizie/comunicazioni da affiggere all’Albo Sindacale, assunte a protocollo dalla scuola, sono pubblicate in:

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Bacheca Sindacale Interna
Documenti Pubblicati A.S. 2022-2023:

 

Notizie:

 

 

CISL Scuola Ultime news da CISL Scuola

 

Rss Feed scuola.usb.it Le ultime notizie di scuola.usb.it

  • USB Scuola sarà presente a Marina di Pietrasanta il 9 settembre per il flash mob de La Versiliana, la festa de “Il Fatto Quotidiano”.
    on 7 Settembre 2026 at 9:34

    Una delegazione di USB Scuola sarà alla festa del Fatto Quotidiano, alla quale parteciperanno anche Tomaso Montanari e il premio Nobel Giorgio Parisi, per portare la nostra posizione contro la scuola neoliberale, che addestra e seleziona i giovani subordinando la filiera formativa alla filiera produttiva, invece di formare cittadini critici. Non è un caso che la stessa scuola che negli ultimi anni ha visto tagli, precarizzazione, dequalificazione del sapere sia oggi attraversata da progetti di educazione alla difesa, protocolli con le Forze Armate, moduli di "cultura della sicurezza" che normalizzano guerra e riarmo tra i banchi. Quando lo Stato smette di investire in conoscenza e welfare e sposta risorse su riarmo e industria bellica, la scuola diventa il primo terreno su cui riprodurre il consenso alla cultura della guerra: si insegna ad accettare la guerra come orizzonte e possibilità invece che a comprenderla e rifiutarla. È lo stesso disegno che colpisce chi nelle scuole si è espresso contro il genocidio a Gaza, tra sanzioni e ispezioni a docenti e studenti. "Il futuro non si arma, si insegna" è anche la nostra battaglia. Portiamo lì la voce di chi la scuola la vive ogni giorno, contro chi la vuole ridotta a mercato del lavoro travestito da istruzione, e contro chi la vuole ridotta ad anticamera della guerra.   9 settembre, ore 18.30, Viale Enrico Morin 16, Marina di Pietrasanta. Ci saremo!

  • USB Scuola: tra propaganda e matematica creativa Valditara mente sul rientro a scuola
    on 5 Settembre 2026 at 8:30

    Mentre studenti e insegnanti si preparano a rientrare in aule che superano i 35 gradi, il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara concede un'intervista trionfale a “La Repubblica”. Peccato che tra una promessa e l'altra, i numeri raccontino una storia molto diversa. E mentre il termometro schizza, la verità viene sacrificata sull'altare della propaganda. «Abbiamo investito con successo»: quali soldi? Alla domanda sul caldo nelle scuole, Valditara risponde perentorio: «Noi abbiamo destinato 3,7 miliardi di fondi Pnrr all'efficientamento energetico». Parole grosse. Peccato che la Relazione della Corte dei conti sul Rendiconto 2025 dica l'esatto contrario: di questi fondi ne è stato speso appena il 26%. Il resto? 2,3 miliardi di euro sono bloccati come "residui passivi" – tradotto: soldi impegnati sulla carta ma mai arrivati ai cantieri. Il 74,3% di tutti i residui passivi dell'intero Ministero dell'Istruzione è concentrato proprio sull'edilizia scolastica. Non è un dettaglio tecnico: è la prova che il sistema non funziona. I fondi ci sono, ma non riescono a trasformarsi in lavori. Come si fa a dire «abbiamo investito con successo» quando i cantieri sono fermi? I 20 milioni e la matematica creativa Ma il capolavoro arriva quando il Ministro annuncia: «In emergenza climatica, ho stanziato altri 20 milioni che dovrebbero consentire di dotare tutte le aule di dispositivi di raffreddamento». Facciamo due conti: 350.000 aule statali divise per 20 milioni fanno 57 euro ad aula. La risposta di Valditara è degna di un prestigiatore: «Se dal conteggio sottraiamo le scuole già refrigerate, quelle che hanno acquistato dispositivi di raffrescamento in questi mesi e le altre che per posizione geografica non soffrono, la cifra sale di un terzo». Traduzione: invece di 57 euro, facciamo finta che siano 75. Con cui comunque non ci compri un condizionatore. Al massimo un ventilatore da supermercato, che se tutto fila liscio arriva comunque a scuola iniziata dopo che, durante l'estate più calda del secolo, nessuno ha fatto o detto niente. La colpa è degli enti locali? Il Ministro scarica la responsabilità: «Non dimentichiamo che la competenza su questo settore è degli enti locali proprietari degli immobili». Vero, e questo è uno dei motivi per cui il PNRR è stato un fallimento quasi totale. Si è scelto un meccanismo basato sulla capacità di progettazione, assolutamente disuguale, degli enti locali, senza dare alcun sostegno, piuttosto che centralizzare la valutazione e la gestione degli interventi. La Corte dei conti, infatti, è chiara: il problema è la capacità operativa della catena di attuazione. Molti Comuni non hanno uffici tecnici sufficienti, ma non solo. Gli edifici non hanno le carte in regola perché hanno problemi a monte rispetto all'efficienza climatica: oltre il 41% è privo di collaudo statico, il 56% non ha l'agibilità, tradotto in parole povere il rischio principale è il crollo. Senza agibilità e collaudi, gli interventi sul clima non si possono fare e i soldi restano fermi. La verità che il Ministro non dice Mentre Valditara parla di «splendida collaborazione fra ministero ed enti locali», il think tank Tortuga certifica che solo il 7-10% delle scuole italiane ha impianti di raffrescamento (con punte del 5% in Piemonte, Umbria e Basilicata). Tra il 2022 e il 2025, le temperature in classe hanno superato i 26 gradi nel 10% dei giorni di lezione – circa 21 giorni all'anno. La scuola non vuole essere presa in giro! Non serve annunciare trionfi da 3,7 miliardi quando i cantieri non partono. Non serve dire «l'abbiamo promesso, l'abbiamo fatto» con 57 euro ad aula. Serve un piano nazionale che integri climatizzazione, isolamento termico ed efficienza energetica. Serve sbloccare la macchina burocratica che tiene fermi 2,3 miliardi. Serve dire la verità: l'Italia ha un patrimonio scolastico vecchio, insicuro e inadeguato al cambiamento climatico. Mentre le aule bollono, di tutto abbiamo bisogno tranne che di bugie. Gli studenti e i lavoratori meritano di studiare e lavorare in ambienti sicuri e dignitosi. Non in saune con i ventilatori.

  • Buon inizio anno scolastico ai docenti cubani da USB Scuola
    on 3 Settembre 2026 at 15:56

    Il 1 settembre è iniziato l'anno scolastico a Cuba. Oltre un milione e 400 mila alunni riprendono le attività scolastiche. Ritornano a scuola senza trasporti, mense scolastiche, acqua potabile. Spesso senza neppure materiali didattici sufficiente per svolgere le regolari attività didattiche. Non potranno nutrirsi con una dieta proteica adeguata agli impegni scolastici e sportivi. Vittime di un blocco economico ed energetico infame imposto dall'Amministrazione Trump. Il 1 settembre, centinaia di migliaia di maestri e docenti hanno ripreso il lavoro. Hanno rinunciato a parte delle loro vacanze per preparare il nuovo anno scolastico allo scopo di superare le difficoltà tremende imposte dalla mancanza di elettricità e dalla scarsità di risorse. Quest'anno, molti di loro, percorreranno chilometri a piedi per raggiungere i propri alunni. Come Dioelis Frometa, maestro della Escuela Primaria di La Tinta. Lo abbiamo conosciuto nella provincia di Maicì, all'estremo Oriente dell'isola, durante il Convoy Nuestra América a cui abbiamo partecipato questo agosto. Ci ha raccontato che quest'anno dovrà camminare oltre due ore al giorno per raggiungere i suoi studenti: "Ovunque risiede un bambino, arriva un maestro". La professionalità di maestri e docenti cubani si misura nella dignità di non abbandonare nessuno, nella certezza che, anche se dovessero mancare le risorse, non mancheranno mai la creatività, la solidarietà e l’amore del corpo docente cubano. L’istruzione a Cuba non è oggetto di negoziazione, nemmeno nel contesto dell’attuale embargo petrolifero imposto dagli Stati Uniti. Fino a qualche anno fa, l'Avana destinava il 9% del PIL al sistema di educazione nazionale. Ancora oggi, è una delle voci di bilancio più importanti. Secondo i dati dell’Annuario statistico di Cuba 2024 dell’Ufficio nazionale di statistica e informazione (ONEI), in quell'anno Cuba contava un totale di 298.000 insegnanti impiegati su 10.903 istituti scolastici. Di questi, 1.259 sono asili nido per la scuola dell’infanzia; 6.961 al livello primario; 1.754 all’istruzione secondaria (1.009 di base, 309 preuniversitaria, 407 tecnico-professionale e 29 di formazione del personale docente); 474 all’istruzione per adulti; 333 all’istruzione speciale; 37 alle scuole d’arte; 35 alle scuole sportive; e 50 all’istruzione superiore. Come docenti di USB Scuola, vogliamo augurare un buon inizio di anno scolastico a tutta la comunità scolastica cubana, anche in questo momento di difficoltà, ribadendo la nostra solidarietà con Cuba e la nostra ferma condanna del criminale bloqueo statunitense. Il sistema educativo e scolastico cubano, basato sull'uguaglianza, sulla capillarità territoriale e sulla responsabilità collettiva, continua a rappresentare per noi una grande fonte di ispirazione. Lo è ancora di più oggi, mentre il nostro sistema scolastico in Italia subisce gli effetti di privatizzazioni, tagli e precarizzazione che rendono sempre più difficile garantire qualità della didattica e condizioni di lavoro dignitose per i docenti.

  • Parte la campagna "Ritorno a scuola col bollino rosso". La sicurezza nelle aule è un tema scottante!
    on 28 Agosto 2026 at 10:30

    Il rientro a scuola si apre con condizioni climatiche estreme. La sicurezza nelle aule non è un dettaglio, è un obbligo di legge che troppe scuole continuano a ignorare. Il dirigente scolastico deve inserire nel DVR la valutazione del rischio microclima. È un obbligo previsto dall'articolo 181 del D.Lgs. 81/2008 e dal relativo Allegato IV. Chi non lo fa è sanzionabile. Se l'RSPP esprime parere motivato, il dirigente può sospendere il servizio per causa di forza maggiore. Lo strumento c'è. Va usato. La valutazione del rischio non si fa da soli. Vanno coinvolti RSPP, medico competente, RLS ed ente proprietario dell'edificio. Solo così si individuano le misure di prevenzione davvero necessarie: organizzative, procedurali, tecniche, strutturali. Gli interventi strutturali spettano ai proprietari degli edifici. Ma questo non scarica il dirigente scolastico dalle sue responsabilità: se non ha chiesto in tempo gli interventi necessari, risponde comunque sul piano civile, amministrativo e penale. USB Scuola lancia la campagna "RITORNO A SCUOLA COL BOLLINO ROSSO". Chiediamo a docenti, studentesse e studenti, RLS e RSU di segnalarci le scuole che riaprono senza garanzie di sicurezza. Scrivi a scuola@usb.it

  • L’accordo tra sindacati e MIM su organi collegiali online apre la porta a caos, ricorsi e comprime la democrazia
    on 27 Agosto 2026 at 9:06

    Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con la nota prot. 3803 del 30 giugno 2026, ha trasmesso alle scuole il documento tecnico per lo svolgimento a distanza degli Organi Collegiali deliberativi. L’obiettivo dichiarato è garantire la validità giuridica delle delibere, la sicurezza e la privacy dei dati. La realtà, tuttavia, è sotto gli occhi di tutti: i requisiti prescritti sono del tutto inarrivabili per le dotazioni tecnologiche ed economiche delle nostre scuole. La democrazia scolastica non si fa sullo schermo, le riunioni da remoto depotenziano la discussione, azzerano il confronto democratico e riducono l'organo collegiale a una mera passerella burocratica. Gli unici a beneficiare di questo modello sono i Dirigenti Scolastici che vogliono scavalcare le prerogative dei lavoratori, imponendo regole e prassi didattiche senza un reale confronto vis-à-vis con il corpo docente. Peraltro il documento tecnico propone requisiti farsa che produrrebbero delibere collegiali a rischio annullamento per assenza di trasparenza e privacy, scrutini oggetto di ricorsi continui da parte delle famiglie e rischio di stallo burocratico nelle scuole. Il documento ministeriale mette, infatti, a nudo l'insostenibile contraddizione tra le pretese normative e la realtà operativa degli istituti. Qualsiasi deliberazione presa a distanza oggi rischia di essere impugnata e annullata. Le piattaforme in uso (Meet, Zoom, Teams) non garantiscono gli standard minimi ineludibili: ·    Identificazione e ruoli: I sistemi attuali non assicurano l'identificazione certa e univoca tramite identità digitale certificata, né consentono la distinzione tecnica tra i ruoli di presidente, segretario e componente. ·    Segretezza del voto azzerata: Nelle votazioni su persone, l'anonimato deve essere effettivo, non reversibile ed escludere ogni correlazione tra votante e voto (anche per i gestori esterni delle piattaforme). Log e timestamp dovrebbero garantire l'impossibilità di risalire al voto: un miraggio per i moduli digitali comunemente usati. ·    Integrità e conservazione dei dati: Le sessioni dovrebbero garantire l'immodificabilità dei risultati, tracciature dettagliate, disconnessioni automatiche per inattività ed esportazione immediata di verbali associati ai metadati di autenticità. E ci limitiamo alle questioni più macroscopiche. Così non solo Collegi Docenti, ma anche scrutini e Consigli di Classe sono a rischio. Senza il rispetto di questi requisiti, ogni delibera diventa carta straccia. Il rischio concreto è la paralisi dell'operato scolastico: dai Collegi Docenti ai Consigli di Classe fino agli scrutini. Un’arma in più fornita a chiunque intenda contestare o ricorrere contro le decisioni della scuola. Comprendiamo la frustrazione dei lavoratori stretti tra stipendi inadeguati e il peso di riunioni infinite o adempimenti burocratici inutili. Ma la risposta non può essere la resa alla tecnocrazia da remoto. La vera soluzione è restituire agli Organi Collegiali la loro vera funzione politica e didattica, rivendicando la centralità del lavoro educativo nei luoghi fisici della scuola.

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