Cos'è
- Questo servizio è dedicato ad ospitare le comunicazioni riguardanti la nostra scuola (RSU interna). Sono riportati anche i “feed” (formato di interscambio automatico per articoli) da CGIL FLC, CISL Scuola, USB.
Le notizie/comunicazioni da affiggere all’Albo Sindacale, assunte a protocollo dalla scuola, sono pubblicate in:
Novità / Notizie / Albo Sindacale
Bacheca Sindacale Interna
Documenti Pubblicati A.S. 2022-2023:
| Data di pubblicazione | Documento / Informazioni |
| 18/10/2022 |
ASSEMBLEA IN ORARIO DI LAVORO DI TUTTO IL PERSONALE DELLA SCUOLA
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| 13/10/2022 | |
| 11/10/2022 | |
| 11/10/2022 | |
| 14/09/2022 | Integrazione contrattazione A.S. 2021/2022 e prima convocazione contrattazione A.S. 2022/2023 (pubblicato il 14/09/2022) |
| 14/09/2022 | Surroga RSU di Annunziata Angiolini (pubblicato il 14/09/2022) |
Notizie:
- Tribunale di Torino: il DVR va consegnato agli RLS, la RSU deve poter disporre di spazi certi per la propria attivitàon 9 Giugno 2026 at 15:39
Accolte nel merito le nostre ragioni nel contenzioso con l’ITTS Carlo Grassi di Torino, che ha rimosso le condotte...
- Formazione professionale: elezioni RSU nel Lazio, FLC CGIL si conferma primo sindacatoon 6 Maggio 2026 at 17:17
Con oltre il 50% dei consensi abbiamo eletto 31 Rappresentanze sindacali unitarie
- Normativa diritti sindacali e RSUon 12 Gennaio 2026 at 7:45
Il repertorio delle principali norme da conoscere per il corretto esercizio dei diritti sindacali, per la contrattazione...
- Scuola: rivolgersi al sindacato è un diritto, non una colpa. Il Tribunale di Grosseto condanna la condotta antisindacaleon 29 Dicembre 2025 at 9:43
La FLC CGIL Grosseto vince in tribunale confermando l’inviolabilità delle tutele sindacali nel mondo della scuola
- Riapertura contrattazione integrativa di istituto: la nota ministeriale del 23 dicembre è illegittima e va ritirataon 23 Dicembre 2025 at 18:00
L’utilizzo delle economie FMOF degli anni precedenti lo decide la contrattazione integrativa di scuola. Il MIM, anziché...
- Mobilità scuola 2026/2027: pubblicati i trasferimenti e passaggi del personale ATAon 12 Giugno 2026 at 9:49
Il Ministero trasmette i risultati dei movimenti del personale ATA per il prossimo anno scolastico. Gli esiti sono...
- CCNL “Istruzione e Ricerca” 2025-2027: 1.300.000 lavoratrici e lavoratori aspettano ancora aumenti e arretration 12 Giugno 2026 at 7:47
Comunicato stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL
- Incarichi triennali DSGA: confermata la continuitàon 12 Giugno 2026 at 7:45
Definiti i criteri per il conferimento dell’incarico di DSGA al personale inquadrato nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata...
- Scuola, intercultura, con/cittadinanze: il “capovolgimento” delle Nuove Indicazioni e la svolta assimilazionistaon 12 Giugno 2026 at 6:00
Nell’intervento di Italo Fiorin una denuncia, articolata e precisa, e un richiamo: l’ultima parola spetta alla scuola
- Corso di preparazione alla prova di accertamento della piena conoscenza della lingua francese ai fini dell’insegnamentoon 11 Giugno 2026 at 20:59
Il corso, organizzato dalla FLC CGIL Valle d’Aosta e Proteo Fare Sapere, si svolgerà in presenza e online ad agosto 2026
CISL Scuola Ultime news da CISL Scuola
- Personale ATA, pubblicati gli esiti delle operazioni di mobilità per l'a.s. 2026/27on 12 Giugno 2026 at 7:49
Pubblicati gli esiti delle operazioni di mobilità (territoriale e/o professionale) del personale...
- Scioglimento riserve per inclusione a pieno titolo nella I fascia GPS e conferma del servizio svolto nel 2025/26on 11 Giugno 2026 at 7:37
A partire dalle ore 09.00 del 15 giugno e fino alle ore 23.59 del 2 luglio saranno disponibili le...
- Concluso il confronto su assunzioni e mutamenti di incarico dei dirigenti scolastici per il 2026/27on 10 Giugno 2026 at 16:17
Si è concluso nel pomeriggio di mercoledì 10 giugno il confronto sulle operazioni di mutamento di...
- Approvato il nuovo Regolamento del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Elette anche due vice presidention 9 Giugno 2026 at 14:44
Approvate nel corso della seduta che si è svolta oggi, 9 giugno, al Ministero dell’istruzione...
- Parere del CSPI sulla direttiva per l’accreditamento delle istituzioni deputate ad erogare la formazione al personale della scuolaon 8 Giugno 2026 at 15:46
Nell'adunanza plenaria svoltasi venerdì scorso, 5 giugno, in modalità telematica, il Consiglio...
Rss Feed scuola.usb.it Le ultime notizie di scuola.usb.it
- USB Scuola: sportello scioglimento riserve GPSon 9 Giugno 2026 at 7:53
Dal 15 giugno al 2 luglio sarà possibile sciogliere le riserve delle GPS 2027-29. Potrà sciogliere la riserva per l’inserimento in I fascia chi ha conseguito il titolo di abilitazione o specializzazione sul sostegno entro il 30 giugno e chi ha inserito la riserva sul titolo di servizio, per ottenere i 12 punti non ancora maturati al momento della compilazione della domanda di aggiornamento. USB Scuola attiva lo sportello dedicato al supporto, destinato agli iscritti e a chi si iscrive a USB Scuola. Per prenotare un appuntamento basta compilare il modulo a questo link: https://form.jotform.com/261585366768070 Per iscriversi a USB Scuola: https://scuola.usb.it/iscriviti-online.html?settore=SCUOLA
- TAVOLA ROTONDA: INDICAZIONI NAZIONALI E TRASFORMAZIONE DELLA SCUOLA. UNA VICENDA ESEMPLAREon 3 Giugno 2026 at 8:01
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta sferrando l’ennesimo attacco ai danni della scuola pubblica italiana, attraverso le nuove linee guida e le indicazioni nazionali, tentando di imporre l’egemonia culturale della reazione. Queste indicazioni sono state già oggetto di protesta: il 7 maggio con lo sciopero della scuola e del mondo della formazione (sulla Riforma dei Tecnici, altro decisivo pezzo di trasformazione classista dell’istituzione) che ha visto in piazza studenti medi, universitari e lavoratori, e con altre iniziative come la preziosa raccolta firme dei professori universitari che ha contribuito a porre l’attenzione su questo tema. Proprio a partire da tale appello, proponiamo una tavola rotonda pubblica l’11 giugno alle 18.30 - con studenti, ricercatori, docenti delle scuole superiori, docenti universitari firmatari – con il doppio obiettivo di conoscere le indicazioni e di organizzare per l’anno prossimo un’opposizione che metta insieme chi giornalmente attraversa scuole e università, in una battaglia comune a difesa del pensiero critico e della formazione pubblica. Occorre reagire al tentativo di ridimensionamento di autori fondamentali per la storia della filosofia che, per quanto non vincoli immediatamente l’insegnamento, ha un effetto sotterraneo rispetto alla ridefinizione del canone filosofico che va nella direzione di una neutralizzazione della portata critica della filosofia occidentale. Spicca la marginalizzazione di autori quali Marx, Spinoza, il ridimensionamento dell’idealismo tedesco, l’amputazione di Kant. A essere sistematicamente colpiti sono gli autori che hanno ispirato e influenzato generazioni di progressisti nel nostro paese, rendendo la storia della filosofia un laboratorio di competenze sterilizzato rispetto al conflitto e alla messa in questione dell’esistente. Salta all’occhio anche un tentativo ideologico di valorizzazione del pensiero italiano ottocentesco di natura più paesana che nazionale La misura si trova in continuità con le linee guida per il primo ciclo, che unite alle indicazioni nazionali sulla storia delle scuole superiori, offrono una lente eurocentrica sulla storia dell’umanità dalla culla all’adolescenza. Nelle indicazioni per il triennio, infatti, si raggiunge un livello di revisionismo capace di chiamare la Rivoluzione Russa un “colpo di Stato” e di condannare gli orrori della Rivoluzione Francese mentre si esalta la gloriosa Rivoluzione Americana. Tale lavoro “culturale” del ministero, peraltro, si inserisce in un modello di scuola pubblica asservito agli interessi del mercato e delle imprese, con cui il governo si pone in totale continuità con le amministrazioni precedenti rispetto alle riforme neoliberali: la riforma dei tecnici e professionali, la conferma della centralità del PCTO che spesso collabora con la militarizzazione, la ratifica dell’autonomia scolastica, la didattica per competenze, e così via discorrendo. Producendo una scuola in cui, tra sottofinanziamento e “progetti”, diventa sostanzialmente impossibile fare lezione ed accrescere la propria cultura. Inoltre, affidandosi al privato la scuola ne segue fedelmente la crisi, e con esso va alla guerra. La scuola di classe piace a Valditara, dunque, ma il suo classismo va contornato di elementi folkloristici, revisionisti e apertamente reazionari, a maggior ragione con l’avvicinarsi delle nuove elezioni nazionali. Il metodo Valditara, inoltre, è lo specchio del contenuto della sua riforma: autoritario e calato dall'alto senza un reale coinvolgimento dei soggetti interessati, coloro che la scuola la vivono come insegnanti e come studenti. Le commissioni blindate, rigorosamente a nomina ministeriale, hanno impedito ogni reale coinvolgimento del mondo della scuola, ignorando i pareri contrari del CSPI, dei pedagogisti, dei docenti e dei movimenti studenteschi – nella scuola del “merito” la democrazia si riduce a un formalismo burocratico che gira a vuoto. Parleremo di questi e altri temi nella nostra Tavola Rotonda, trasmessa in diretta sui canali Youtube di USB Scuola e Cambiare Rotta! Sarà possibile partecipare alla riunione e intervenire su Zoom al link: https://zoom.us/j/98010341961?pwd=17saBip60TyNI2zumf43GwwtqcVSpO.1
- Sempre meno collaboratori scolastici, la scuola alla derivaon 1 Giugno 2026 at 7:41
Sono anni che USB Scuola denuncia la carenza di personale ATA nelle scuole. Un trend iniziato durante il ministero Gelmini che fra il 2008 ed il 2012 con la legge 133/2008 ha ridotto il personale non docente della scuola di ben 45.000 unità e continuato in questi anni con la sistematica riduzione degli organici ATA. Oggi, la legge di bilancio del 2024 decreta il taglio di ulteriori 2174 collaboratori scolastici. Ancora una volta a pagare il prezzo dei mancati investimenti sulla scuola sono i collaboratori scolastici che vedono aumentare esponenzialmente i carichi di lavoro senza registrare un aumento adeguato di salario. Ultimi nella scala dei livelli stipendiali (gli aumenti medi contrattuali per il 2025/27 sono stati fra gli 85 e i 110 euro lordi), con salari che sono nettamente insufficienti a coprire le spese di una famiglia media, non essendo adeguati all'aumento dell'inflazione e di conseguenza del costo della vita. Ma non saranno solo i lavoratori a pagare il prezzo di questa ulteriore riduzione di personale, pagheranno anche studenti e famiglie. Meno collaboratori scolastici vuol dire scuole meno sicure e minor vigilanza, proprio nel ciclo scolastico più delicato, in un momento di grandi fragilità educativa e di crescita per i ragazzi dai 13 ai 18 anni. Una figura non giudicante come per decenni è stata quella del "bidello" a volte può fare la differenza nel rapporto delicato con i giovani. Scuole meno pulite e di conseguenza meno accoglienti. Numerose inchieste hanno sottolineato proprio in questi giorni la fatiscenza degli edifici scolastici, i numerosi crolli, gli interventi iniziati e mai finiti, la gestione di appalti dati poi a sub appalti e cosi via come se i fondi per le ristrutturazioni delle scuole altro non fossero che una mucca da mungere. In questa situazione strutturale se si va a ridurre ancora il personale per le pulizie la conseguenza sarà quella di avere scuole ai limiti del decoro, violando così anche il diritto degli studenti a vivere in ambienti puliti, dignitosi e, perché no, anche belli. Ultimo, ma non ultimo per importanza, la violazione dei diritti all'assistenza degli alunni con disabilità. La figura di operatore scolastico che doveva garantire una assistenza più qualificata si è rivelata un grande bluff, una graduatoria morta da cui non si attinge personale in più per garantire il minimo agli alunni in difficoltà. Un problema già molto sentito nelle scuole superiori, che spesso hanno una assistenza ridotta all'osso, e nelle quali una riduzione del personale dovrebbe mettere in allarme anche le famiglie. USB scuola chiede: • Un nuovo decreto che riveda la legge di bilancio. • Un piano assunzionale per il personale ATA che veda unificato l'organico di fatto con l'organico di diritto. • Il rispetto dei parametri per la stabilizzazione dei precari come afferma la sentenza della Corte di giustizia europea, eliminando quell'abuso dei contratti precari che è stato fino ad ora fatto nei confronti dei lavoratori precari. • Aumenti salariali dignitosi che portino gli stipendi almeno a 1500 euro di base. • Buoni pasto a fronte di un allungamento degli orari di apertura delle scuole tutti gli ordini e gradi. Costruiamo un percorso di lotta per rivendicare i nostri diritti! Solo uniti si vince!
- SCIOPERO DEGLI SCRUTINI: LA GUIDAon 27 Maggio 2026 at 16:27
USB Scuola ha proclamato lo sciopero degli scrutini nelle scuole secondarie di II grado, uno sciopero breve, limitato ai primi due giorni di scrutinio calendarizzati nelle singole scuole ed escludendo le classi quinte, nel rispetto della legge 146 e dell’accordo del 2 dicembre 2020 che limitano e riducono gli spazi di conflitto nelle scuole. La riforma degli istituti tecnici, le linee guida per i licei e la riforma dell’attribuzione delle ore di sostegno non consentono di restare immobili e non continuare a dimostrare il nostro sdegno e la nostra assoluta contrarietà a queste azioni di “riforma” che stanno, pezzo dopo pezzo, smantellando tutto il sistema scolastico e l’impianto di inclusione, conoscenze e saperi che i nostri studenti e le nostre studentesse hanno il diritto di costruire durante il percorso di studi e che comporteranno un taglio di posti di lavoro significativo, tamponato per il 2026/27 in extremis dal governo per cercare di placare le proteste, ma prevedibile dal 2027/28 se la riforma entrerà a pieno regime. Abbiamo manifestato nelle piazze insieme agli studenti il 7 e il 18 maggio, contro queste riforme, contro l’aziendalizzazione delle scuole e la FSL, ex PCTO, ex ASL, ma sempre sfruttamento e riduzione del tempo di scuola, studio e apprendimento, contro la militarizzazione delle scuole e la sottrazione delle risorse alla scuola per finanziare il mercato bellico. Proseguiamo le azioni di lotta fino all’ultimo giorno di quest’anno scolastico, preparandoci ad un anno scolastico 2026/27 di prosecuzione dei percorsi di lotta e di protesta. Alleghiamo la guida per esercitare il diritto di sciopero breve degli scrutini in favore di tutte e tutti i docenti.
- Le scuole bruciano in estate: 30 gradi e oltre nelle auleon 27 Maggio 2026 at 6:07
In inverno esiste un limite minimo di temperatura sotto il quale le scuole non possono e non devono funzionare. In estate, invece, questo limite semplicemente non esiste. Come se il caldo estremo non fosse un problema reale, come se le aule potessero trasformarsi senza conseguenze in spazi da 30 gradi e oltre. È ora di dirlo chiaramente: chi continua a sostenere che “si può fare lezione normalmente” in queste condizioni lo fa da posizioni completamente scollegate dalla realtà. Parlano spesso da uffici climatizzati, lontani anni luce dalle aule in cui si prova a resistere al caldo, alla stanchezza, alla mancanza d’aria. Non si può aspettare che qualcuno si senta male per riconoscere che esiste un problema. Questa logica è inaccettabile: si normalizza l’emergenza fino al punto in cui diventa danno concreto sulle persone. Ma una scuola che funziona solo quando nessuno crolla fisicamente non è una scuola: è un luogo che scarica il rischio su chi lo vive ogni giorno. L’apprendimento a 28, 29, 30 gradi non è “difficile”: è compromesso, svuotato, ridotto a simulazione. Parlare di attenzione, concentrazione, qualità didattica in queste condizioni è una mistificazione. Si sta in classe, ma non si lavora davvero. Si sopravvive. La domanda è politica, non tecnica: fino a quando si intende andare avanti così? Qual è la soglia oltre la quale si decide che il caldo rende inagibile una scuola? O si pensa davvero di poter semplicemente “resistere” mentre le estati diventano sempre più lunghe e più roventi? Servono strumenti immediati, anche simbolici, per rompere questa ipocrisia. Serve poter scrivere senza ambiguità sul registro: “attività didattica non svolta per condizioni termiche insostenibili”. Oppure: “lezione svolta all’esterno per mancanza di condizioni minime di vivibilità”. O ancora: “trasferimento temporaneo in spazi climatizzati per garantire la sopravvivenza delle condizioni di lavoro”. Perché di questo si tratta: condizioni di vivibilità e di lavoro, non comfort. Mentre nelle aule italiane milioni di studentesse e studenti soffrono realmente già a Giugno, e con loro tutto il personale scolastico, l’imminenza della fine delle lezioni apre il solito dibattito sul calendario. La notizia, quest’anno, è la sperimentazione in Emilia-Romagna per finanziare attività ludiche ed educative in 42 comuni dal 1 settembre fino alla ripartenza delle lezioni. Per quanto non si tratti formalmente di un allungamento delle lezioni, è evidente la direzione: normalizzare una scuola che invada sempre più i mesi estivi, spingendo verso giugno inoltrato, luglio, agosto. Chi reclama una chiusura estiva più corta si appoggia su un dato vero (l’Italia è il paese europeo con la maggiore durata di vacanze estive, 97 giorni di media, fonte Eurydice) ma ne ignora almeno 3: 1. Insieme alla Danimarca, il nostro paese è, oggi, quello col maggior numero di giorni di lezione, 200 medi, e il quarto per numero medio di ore, 917, dopo Danimarca, Olanda e Lussemburgo (fonte: Eurydice): estendere tout court la scuola a Giugno e Luglio costituirebbe una vera e propria anomalia, ingiustificata dal punto di vista didattico; 2. Laddove il calendario è frammentato da un numero maggiore di pause, come in Francia, l’offerta di attività alternative gratuite o a prezzi accessibili è incomparabilmente superiore alla nostra. Ciononostante, le pause scolastiche sono, anche lì, spesso momenti di deprivazione per le figlie e i figli delle classi popolari, e ci si interroga sui reali effetti pedagogici di queste interruzioni; 3. Chi pensa che si possa stare comodamente per diverse ore in una scuola italiana a Luglio ignora, o vuole ignorare, che solo il 6,5% degli edifici scolastici italiani è climatizzato, e che molto spesso sono altamente inefficienti dal punto di vista climatico e, condizionatori o meno, diventano forni. I ministri dell’Istruzione, Valditara ma non solo, hanno avuto gioco facile a ricordare l’ovvio, cioé che d’estate nelle scuole fa troppo caldo per passarci del tempo. Lo fanno solo perché altrimenti dovrebbero mettere mano al portafoglio per un enorme quanto necessario investimento edilizio, dal momento che già a Maggio le condizioni, in gran parte del paese, non sono accettabili. Nel frattempo Governo ed Enti locali tacciono, perché il problema dell’organizzazione familiare durante la chiusura estiva è reale e drammatico, ma non c’è mai stato un serio investimento di welfare per offrire alle famiglie alternative climaticamente ed economicamente sostenibili. Assistiamo, quindi, ad ogni inizio estate, al triste balletto tra chi non riesce a vedere altra soluzione che quella, falsa, delle scuole aperte, e chi dice che non é praticabile perché fa troppo caldo. Passa l’estate, si svuotano i portafogli, si ricomincia a Settembre in aule ancora bollenti. Per noi la questione è semplice. Occorre, a prescindere dal calendario, migliorare l’efficienza climatica di tutti gli edifici scolastici: isolamento termico, ventilazione meccanica controllata, ombreggiamento, climatizzazione. Poi serve che si affronti una volta e per tutte il problema di offrire un supporto a tutte quelle famiglie che non hanno sostegni parentali o mezzi economici per pagare oltre due mesi di “campi estivi”; e serve anche che lo sforzo sia accompagnato da una riflessione educativa, perché chiamare “campo estivo” sei ore di sudore in una palestra è un insulto all’intelligenza. Solo alla fine, se si vuole, una volta risolte le questioni materiali, possiamo chiederci se il nostro modello di calendario sia valido o necessiti di modifiche. Ad ogni modo dev’essere chiaro che qui non si parla di disagio passeggero. Si parla di scuole che non garantiscono più condizioni minime di sicurezza e vivibilità né a chi studia né a chi lavora. E una scuola così non è neutra: è una scuola che scarica il peso della crisi climatica su chi ha meno voce, meno potere e meno strumenti per sottrarsi. Non è più accettabile!
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Per pubblicare una comunicazione in questa sezione inviare una richiesta alla Segreteria della scuola.
Luoghi in cui viene erogato il servizio
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indirizzo
Via dei Mille 10/12 - Colle di Val d'Elsa
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CAP
53034
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Orari
Lunedì 7:30-18:30
Martedì 7:30-18:30
Mercoledì 7:30-18:30
Giovedì 7:30-18:30
Venerdì 7:30-18:30
Sabato 7:30-13:30 -
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PEC
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