CISL Scuola Ultime news da CISL Scuola
- Gestione economie residue del MOF, raggiunta intesa tecnica fra Ministero e sindacati dopo indicazioni fra loro in contrasto dell'Amministrazioneon 14 Gennaio 2026 at 18:26
Nella mattinata di oggi, mercoledì 13 gennaio, si è tenuto un incontro al Ministero dell'istruzione...
- Profonda commozione della CISL Scuola per la scomparsa di Valeria Fedeli, una vita di impegno per la giustizia, la libertà e la dignità delle personeon 14 Gennaio 2026 at 17:12
Ha destato profonda commozione la notizia della scomparsa di Valeria Fedeli, già ministra...
- Ivana Barbacci: "Il commissariamento è una sconfitta per le istituzioni a tutti i livelli, dialogo costruttivo per trovare soluzioni"on 13 Gennaio 2026 at 16:49
Guai se la scuola finisce per essere teatro di esasperate contrapposizioni politiche. è questa la...
- Novità nel programma che gestisce le istanze per aggiornamento GAE riguardo all'inserimento dei titoli di specializzazione e alle riserveon 9 Gennaio 2026 at 18:15
Ad integrazione di quanto riportato nella scheda illustrativa delle procedure di aggiornamento...
- Dal 12 al 15 gennaio la CISL Scuola in visita con "Treno della memoria" ai luoghi dell’Olocausto e della barbarie nazi-fascistaon 9 Gennaio 2026 at 6:00
Dal 12 al 15 gennaio una folta rappresentanza della CISL Scuola, formata dalla segreteria nazionale...
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- Ministero dell'Istruzione e della discriminazione. Il Ministero dell'Istruzione e l'USR Lazio propongono una schedatura su base etnica e nazionale all’interno della scuola pubblica statale.on 14 Gennaio 2026 at 15:49
USB Scuola Roma denuncia la gravissima nota emanata dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio – Ambito territoriale di Roma, su indicazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che richiede alle istituzioni scolastiche la rilevazione degli alunni e delle alunne palestinesi iscritti per l’anno scolastico 2025/2026. Siamo di fronte a un atto inaccettabile, che introduce una vera e propria schedatura su base etnica e nazionale all’interno della scuola pubblica statale. È la ghettizzazione dei bambini e delle bambine palestinesi, già vittime di una violenza sistematica nei loro territori ad opera dello Stato di Israele. La nota ministeriale non chiarisce in alcun modo le finalità di questa indagine, non ne specifica il fondamento normativo né il motivo per cui tale rilevazione venga effettuata esclusivamente nei confronti degli studenti palestinesi. Un’operazione opaca, discriminatoria e pericolosa, che viola i principi costituzionali di uguaglianza e tutela dei minori e tradisce il ruolo inclusivo che la scuola dovrebbe svolgere. È gravissimo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito utilizzi le scuole come strumento di controllo e classificazione, anziché come luoghi di accoglienza, emancipazione e solidarietà. Ancora una volta assistiamo a una scuola piegata a logiche securitarie e politiche, lontane anni luce dalla tutela dei diritti dell’infanzia e dall’interesse educativo. USB Scuola denuncia da tempo il processo di normalizzazione della discriminazione e di subordinazione della scuola pubblica statale a scelte politiche che nulla hanno a che fare con la didattica, con la crescita e l'emancipazione dei giovani. Questa nota rappresenta un ulteriore, inquietante passo in questa direzione. Chiediamo l’immediato ritiro della nota, il chiarimento pubblico delle sue finalità e il rispetto delle prerogative della scuola pubblica statale, che non può e non deve diventare un luogo di schedatura etnica né tantomeno di complicità silenziosa con le ingiustizie e i crimini che colpiscono i popoli oppressi. La scuola deve educare alla pace, alla solidarietà e alla convivenza, non alla discriminazione. Ora cosa ci dobbiamo aspettare? Liste di proscrizione nelle aule scolastiche? USB Scuola non resterà in silenzio. Vogliamo chiarezza! Subito!
- Tagli e dimensionamento scolastico. Il Governo commissaria quattro Regioni.on 13 Gennaio 2026 at 10:05
Il Governo italiano ha deciso di commissariare quattro Regioni per la mancata approvazione dei piani di dimensionamento della rete scolastica in vista dell’anno scolastico 2026/2027. La Toscana, l'Emilia-Romagna, l'Umbria e la Sardegna. Si tratta di una scelta fondata sui rigidi criteri del PNRR e sulla riduzione delle autonomie scolastiche. Il commissariamento rappresenta un atto grave e autoritario che conferma una gestione della scuola pubblica statale ridotta a problema contabile, piegata a logiche puramente numeriche ed economiciste. USB Scuola denuncia con forza le responsabilità del Governo, ma respinge ogni tentativo del Partito Democratico di presentarsi come semplice vittima di questo processo. La responsabilità del Governo è evidente: il commissariamento cancella il confronto democratico, svuota le autonomie scolastiche e territoriali e impone dall’alto politiche di riduzione e accorpamento che colpiscono scuole, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, famiglie, in particolare nei territori più fragili e svantaggiati. Ma il Partito Democratico non può chiamarsi fuori dalla realtà. Le politiche di dimensionamento, razionalizzazione e riduzione della spesa per l’istruzione non nascono oggi né sono una esclusiva dell’attuale Governo. Quando ha governato il Paese e molte Regioni del Paese, il cosiddetto campo largo ha costruito e legittimato l’impianto politico che oggi produce questi effetti: una visione aziendalistica della scuola, fondata su parametri numerici, accorpamenti ed efficientamento della spesa; riforme che hanno progressivamente indebolito la scuola pubblica statale, riducendo organici, autonomie reali e presenza nei territori; pieno allineamento alle politiche europee di austerità che hanno trasformato l’istruzione da diritto universale a costo da contenere. Mai si è vista una reale opposizione alla logica dei tagli, spesso giustificati come inevitabili o tecnici. Le Regioni governate dal PD e dal campo largo hanno quindi una responsabilità politica diretta: negli anni hanno scelto di muoversi dentro lo stesso quadro che oggi dichiarano di contrastare, limitandosi a una contrapposizione formale e giuridica al Governo. Noi vogliamo stare dalla parte della scuola pubblica statale come istuzione finalizzata alla crescita e all'emancipazione dei giovani. Ribadiamo pertanto che oggi la responsabilità politica immediata dello sfacelo che osserviamo quotidianamente ricade sul Governo Meloni e sul Ministro Valditara, protagonisti di una vera offensiva contro la scuola pubblica statale: una concezione autoritaria e centralista dell’istruzione, dimostrata dall’uso del commissariamento come strumento politico, una visione ideologica e reazionaria della scuola, una gestione ragionieristica e punitiva caratterizzata da tagli, accorpamenti e disinteresse per le condizioni di lavoro di docenti e ATA. Il commissariamento non è un atto tecnico, ma una scelta politica precisa. USB Scuola si opporrà con determinazione a queste politiche. Non accetteremo commissariamenti, tagli e imposizioni dall’alto. Difendere la scuola pubblica significa difendere la democrazia e il futuro del Paese.
- 22 gennaio, dibattito USB Scuola: Genocidi, antisemitismo, politiche della memoria. Verso il 27 gennaioon 8 Gennaio 2026 at 14:24
Il 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria e nel mondo della scuola, quest’anno più che mai, tante e tanti docenti si chiedono come affrontare tale ricorrenza in classe. Pare, infatti, sempre più inadeguato e rituale limitarsi a ricordare la Shoah, con un generico monito a non ripetere gli orrori del passato, nel tempo del genocidio del popolo palestinese portato avanti da Israele con il sostegno occidentale, e non certo interrottosi ora, nonostante il piano coloniale di “pace” firmato sotto l’egida di Trump. Ma è forse proprio l’appiattimento delle politiche memoriali su alcuni paradigmi interpretativi a risultare inadeguato sia per la comprensione storica dei genocidi del passato, sia per l’azione politica contro quelli del presente. Del resto, una reale discussione pubblica su questi temi non risulta tra le priorità di una classe dirigente tutta schiacciata sul sostegno a oltranza a Israele, fino al punto di voler proibire ogni dibattito critico nelle scuole, ora con i DDL Gasparri (Forza Italia) e Delrio (Partito Democratico), ora con i vari interventi intimidatori del ministro Valditara. Nei diversi disegni di legge in esame alle Camere viene infatti proposta l’equiparazione tra antisionismo e antisemitismo, recependo rigidamente la già discutibile definizione di antisemitismo elaborata nel 2016 dall'International Holocaust Remembrance Alliance (che pur era stata formulata come indicazione operativa “non giuridicamente vincolante”). L’obiettivo è tacciare dell’infame accusa di antisemitismo ogni critica a Israele: arrivando al paradosso con che, con questo metro, andrebbero bollate come antisemite le esternazioni su Israele di un sopravvissuto alla Shoah come Marek Edelman, ebreo antisionista, vicecomandante della rivolta del ghetto di Varsavia. Docenti e studenti si ritrovano quindi sempre più a disagio in un modello scolastico disciplinante e censorio che, oltre a negare prospettive a entrambi, restringe progressivamente gli spazi per il pensiero critico. USB scuola propone un dibattito su questi temi giovedì 22 gennaio alle 17.30 presso il Centro studi Sereno Regis (via Garibaldi 13, Torino). Il dibattito sarà trasmesso in diretta streaming sui canali YouTube e Facebook di USB Scuola. Intervengono: - Marco Meotto (storico, docente di filosofia e storia - Assemblea Scuola Torino) - Terry Silvestrini (storica, docente in quiescenza - Scuola per la Pace Torino Piemonte) - Monica Quirico (storica, ricercatrice indipendente) Introduce e Coordina USB Scuola
- Parlare di guerra e genocidio nelle scuole è giusto! Non arretriamo di fronte alla censura e alla repressione del Ministero dell'Istruzioneon 16 Dicembre 2025 at 11:50
Siamo estremamente preoccupati del clima di censura e repressione nelle scuole, al limite della persecuzione individuale e della caccia alle streghe, che si sta instaurando nel nostro Paese, con un'accelerata prepotente a partire dall'inizio di questo anno scolastico. L'ultima pietra dello scandalo è l'incontro organizzato da alcune scuole in presenza, mentre altre erano collegate online, con la relatrice ONU Francesca Albanese, anche lei sotto pesante attacco da più parti. USB Scuola esprime tutta la propria solidarietà alla docente dell'Istituto Mattei di San Lazzaro, in provincia di Bologna, alla quale per adesso il dirigente scolastico, su intervento del Provveditorato, ha chiesto una relazione didattica sull'attività proposta ai propri studenti. Esprimiamo la nostra solidarietà anche alle colleghe del Liceo Montale di Pontedera, presso il quale con estrema solerzia sono già intervenuti gli ispettori ministeriali. Sentiamo di dover ribadire una volta di più che tutte le attività proposte alle studentesse e agli studenti rientrano nella libertà di insegnamento della propria disciplina. Di che cosa stiamo parlando? Cosa stiamo leggendo sui giornali in questo momento? Il terrorismo psicologico, l'instaurarsi di un controllo preventivo che prova a ledere la libertà di insegnamento e l'avvento di un clima autoritario che vorrebbe blindare le scuole all'interno di temi calati dall'alto. Cos'è la par condicio proposta da Valditara? Quando parliamo di fascismo propone di far intervenire un fascista dichiarato? Quando parliamo di antisemitismo dovremmo lasciare spazio di intervenire ad un nazista orgoglioso? Quando parliamo di genocidio con Francesca Albanese dovremmo mostrare i video del Ministro sionista Itamar Ben-Gvir mentre distrugge le case palestinesi in Cisgiordania? Insomma, da un lato si riduce il diritto allo studio senza prendere in alcuna considerazione i bisogni delle scuole e dall'altro si attacca la libertà di insegnamento e di formazione, riscrivendo la storia attraverso negazionismo e controllo sociale. Delle ultimissime ore l'invio di ispettori a Reggio Emilia sempre per l'incontro con Albanese e l'annullamento a Bologna dell'incontro tra alcune classi e i Refusenik, giovani obiettori israeliani, per intervento del dirigente scolastico dell'IIS Aldrovandi Rubbiani che utilizza, per negare l'incontro, la Circolare Ministeriale di Valditara sul contraddittorio. Il punto a nostro avviso è politico. Non cadremo nella trappola tesa dal Ministro rispondendo alla sua repressione con il piano delle norme, del diritto e della burocrazia scolastica. Burocrazia peraltro spesso disattesa dagli stessi dirigenti (si veda il recente caso di Capaci) e dagli Uffici Scolastici Regionali. Burocrazia complessa e stratificata che spesso dice tutto e il contrario di tutto. Non cadremo neanche nella trappola di Dirigenti Scolastici che si nascondono dietro circolari senza alcun valore del Ministro Valditara, contrapponendosi ai dettami della Costituzione italiana. Il livello dello scontro si è alzato notevolmente e la ragione sta anche e soprattutto nel protagonismo che la scuola pubblica statale ha mostrato nella mobilitazione nazionale degli ultimi mesi. I Dirigenti Scolastici devono smetterla di ridursi a meri esecutori di ordini di altri e prendere posizione in favore di quella libertà di insegnamento e di quella Costituzione di cui, in quanto dirigenti della Pubblica Amministrazione, dovrebbero farsi garanti. È scandaloso che, per paura di essere loro presi di mira, o per il più spicciolo e misero timore di essere mal valutati e quindi perdere parte della loro retribuzione, non difendano i docenti e gli studenti, della serenità del cui operato e vissuto scolastico dovrebbero essere i primi garanti. La realtà del Paese, con buona pace del Governo in carico, di fronte al genocidio del popolo palestinese e all'orrore delle guerre neocoloniali ha visto lavoratrici, lavoratori, studentesse, studenti e famiglie scendere in piazza generando una grande mobilitazione di massa e di classe che ha messo in enorme difficoltà il Governo italiano. Il Ministro Valditara ha scelto la strada della linea reazionaria e per questo sosteniamo le azioni in solidarietà alle colleghe, ai colleghi e alle scuole coinvolte dell'Emilia Romagna, della Toscana e del resto del Paese. Invitiamo i colleghi a difendere i diritti propri e dei propri studenti, a formarsi sui propri diritti sindacali e professionali, a rimanere uniti come massa critica per fronteggiare un attacco alla scuola pubblica statale senza precedenti. USB Scuola è pronta a ricevere ogni richiesta di tutela sindacale e legale. USB Scuola è pronta a mobilitarsi ancora una volta per una nuova scuola pubblica statale!
- Rimuovere la dirigente scolastica dell’IC “Biagio Siciliano-De Gasperi” di Capaci che invia i ragazzi in Casermaon 15 Dicembre 2025 at 14:23
In queste ore ha destato molto scalpore il comunicato dell’USB Scuola Palermo che denuncia la decisione autonoma della dirigente scolastica dell’IC “Biagio Siciliano-De Gasperi” che invia gli studenti e le studentesse delle classi terze in attività di orientamento presso la Caserma Turba di Palermo. Una visita che non ha visto alcun pronunciamento del collegio docenti o del consiglio d’istituto, di cui la quasi totalità di docenti e genitori ha saputo tramite una semplice circolare, in violazione del regolamento d’istituto della scuola e del PTOF che prevede che l'attività di orientamento possa essere svolta solo presso presso le scuole superiori del terriorio (nel pieno rispetto dell’obbligo scolastico). Una dirigenza scolastica che nell’ultimo anno e mezzo si è contraddistinta per il “piglio deciso” con cui gestisce la scuola, questa volta ha stabilito che la sua scuola dovesse partecipare alla campagna di arruolamento dell’esercito italiano. Inviare ragazzi di 13 anni a svolgere attività di orientamento presso una caserma, rappresenta anche un invito ad abbandonare il percorso di studio della scuola dell’obbligo e scegliere la strada della vita militare. Chiediamo al Ministro Valditara di inviare subito gli ispettori all’IC “Biagio Siciliano-De Gasperi” di Capaci per verificare la violazione delle prerogative degli organi collegiali da parte della dirigenza scolastica, nonché l’opportunità di svolgere attività di orientamento legata all’obbligo scolastico all’interno di una struttura non deputata a questa funzione. Denunciamo da mesi il processo di militarizzazione della scuola pubblica statale fin dalla scuola primaria: la decisone della dirigenza scolastica di Capaci ne è la dimostrazione lampante e inquietante. Ora cosa ci aspetta? La leva obbligatoria a 14 anni?