Notizie delle principali associazioni sindacali della scuola

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  • USB Scuola: sportello assegnazioni provvisorie e utilizzazioni
    on 6 Luglio 2026 at 8:39

    È imminente l’avvio delle procedure per le assegnazioni provvisorie e utilizzazioni per i docenti e il personale ATA di ruolo, che molto probabilmente andranno a coincidere almeno parzialmente con la scelta delle 150 preferenze dei docenti precari, creando inevitabilmente problemi sulla piattaforma Polis – Istanze Online, mai strutturata per gestire l’afflusso di tanti lavoratori della scuola contemporaneamente. Avranno la possibilità di chiedere assegnazione provvisorie i docenti di ruolo che abbiano superato il vincolo triennale o che, ottenuta l’abilitazione abbiano necessità di riavvicinarsi al comune e alla provincia di residenza del coniuge (sono equiparati al coniuge le parti dell’unione civile o i conviventi di fatto), ai figli o ai genitori ultrasessantacinquenni, ad assistito con L. 104 art. 3 comma 3 (condizione di gravità) o per ragioni legate alla L. 104 personale. Siamo in attesa della definizione delle deroghe per i docenti neoassunti che abbiano conseguito l’abilitazione. Oltre alla deroga per L. 104 personale o familiare e per i figli di età inferiore ai 14 anni, come per le operazioni di mobilità già avvenute, dovrebbe essere inserita la deroga per ricongiungimento ai genitori ultrasessantacinquenni, ma il ministero della Funzione Pubblica sta ancora vagliando il provvedimento, mantenendo in attesa lavoratrici e lavoratori che necessitano di spostarsi dal comune di servizio per un anno scolastico. Intanto avviamo le prenotazioni per lo sportello di supporto agli iscritti e a chi si iscrive a USB Scuola, che potranno avvalersi delle consulenze compilando il modulo https://form.jotform.com/221672559049059 USB Scuola ribadisce la necessità di abolire immediatamente ogni vincolo di permanenza territoriale legato ad immissioni in ruolo e trasferimenti, che non rappresentano in alcun modo un “merito” o una garanzia di “qualità dell’insegnamento”, ma un accanimento contro le lavoratrici e i lavoratori della Scuola Pubblica Statale.

  • CCNL ISTRUZIONE E RICERCA 2025-2027: FIRMATA LA PARTE ECONOMICA. MA QUALE RISULTATO STORICO? È UNO STORICO SCIPPO! IN AULE-FORNO, CON LE BRICIOLE IN BUSTA PAGA!
    on 2 Luglio 2026 at 14:19

    In queste ore è stata sottoscritta definitivamente la parte economica del CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027, che riguarda, nella scuola, oltre un milione e 200mila lavoratori tra docenti e personale ATA. Il governo Meloni e i sindacati firmatari esultano parlando di "risultato storico". Noi pensiamo che le cose non stiano così. SCUOLE COME FORNI Prima ancora di parlare di cifre, è necessario dire in quale contesto si è concluso questo anno scolastico. Docenti, personale ATA e studenti hanno affrontato la chiusura dell’esami di Stato, scrutini e collegi dei docenti in condizioni che definire inaccettabili è un eufemismo. Per non parlare della scuola dell’infanzia, le cui lezioni terminano il 30 giugno, in ambienti del tutto insalubri per gli insegnanti, il personale ATA e i bambini più piccoli. Con temperature esterne che sfiorano i 40 gradi, le aule si trasformano in bagni turchi. Alcuni studenti sono collassati. Secondo i dati ufficiali del MIM, solo il 7,42% degli edifici scolastici è dotato di impianti di climatizzazione adeguati: il 90% delle scuole italiane affronta il caldo senza aria condizionata. La normativa è chiara: la scuola è un luogo di lavoro e deve rispettare le tutele previste dal D.Lgs. 81/2008. Eppure si tace e si sopporta. L'Italia ha climatizzato musei, palazzi storici e ministeri. Come luoghi pubblici dello Stato senza condizionamento d'aria ci sono rimaste solo le scuole e le carceri. Valditara festeggia il contratto come conquista storica e permette che docenti, ATA e studenti lavorino in condizioni di stress termico che configurano una violazione sistematica delle norme di sicurezza. LE BRICIOLE IN BUSTA PAGA I numeri: a regime dal 1° gennaio 2027, gli incrementi medi mensili *lordi* sono 143 euro per i docenti e 107 euro per il personale ATA. Gli arretrati *lordi* stimati sono 855 euro per i docenti e 633 per gli ATA. Al netto delle ritenute fiscali — che erodono circa un terzo — si arriva a *circa 50 euro netti di aumento mensile* e *circa 600 euro netti di arretrati*: le briciole di tre anni di lavoro senza adeguamento reale. Per di più, gli incrementi sono scaglionati in tre tranche annuali: l'aumento va a regime solo nel 2027. L'INFLAZIONE CHE BRUCIA TUTTO Ci viene raccontato che questi aumenti sarebbero "in linea con l'inflazione". I dati ISTAT smentiscono questa narrazione: inflazione NIC al +3,0% a giugno 2026, in risalita rispetto al +2,7% di aprile, con un picco al +3,2% a maggio. In tre mesi — dalla preintesa alla firma definitiva — i prezzi hanno già bruciato ulteriore potere d'acquisto. A pesare soprattutto la componente energetica, con gli energetici non regolamentati al +12,9%, e i rincari su cereali e ortaggi. Rispetto al 2019, secondo l'ISTAT, i lavoratori italiani hanno già perso l'8,6% del potere d'acquisto. Cinquanta euro netti al mese non recuperano nulla di tutto questo: certificano che la perdita è definitiva e accettata. NESSUNA OPPOSIZIONE, NESSUNA LOTTA La firma è arrivata con l'unanimità di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative: nessuna opposizione, nessuna rottura, nessuna mobilitazione reale. Tutti dentro il paradigma della compatibilità. Persino la FLC CGIL, pur avendo firmato, ammette di voler recuperare l'"11% del maltolto" del CCNL 2022-2024: se lo riconosce chi ha messo la firma, non c'è nulla da festeggiare. LA NOSTRA POSIZIONE USB Scuola rivendica: aumenti ancorati all'inflazione reale, non all'IPCA depurata; un piano straordinario di adeguamento degli edifici scolastici con risorse pubbliche vere; stabilizzazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori precari; finanziamento pubblico dell'istruzione sottratto alle logiche di austerità e alle missioni di guerra. Chi vuole festeggiare lo faccia. Noi riteniamo che più di un milione di lavoratrici e lavoratori non abbiano niente da festeggiare, e continueremo a organizzare il conflitto dentro le scuole. USB Scuola

  • USB Scuola: Assemblea online su supplenze e immissioni in ruolo A.S. 2026/27
    on 29 Giugno 2026 at 9:24

    USB Scuola organizza una assemblea in modalità telematica rivolta al personale docente per il giorno 6 luglio dalle ore 17 alle 19 per discutere di: -         Supplenze 2026/27: nuova modalità di funzionamento dell’algoritmo, nuove sanzioni per rinuncia o abbandono, continuità su sostegno, supplenze finalizzate al ruolo da I fascia sostegno, prenotazione delle consulenze -         Immissioni in ruolo 2026/27: ripartizione posti, avvio fase 1 e 2 da parte degli USR, contingente immissione in ruolo. Sarà possibile partecipare all’assemblea dal sito scuola.usb.it, dal canale youtube USB Scuola o dalla pagina Facebook USB Scuola e interagire attraverso i sistemi di messaggistica. Sono attive da subito le prenotazioni delle consulenze per la scelta delle 150 preferenze (dal 16 al 29 luglio) Per prenotare è sufficiente compilare la richiesta 150 preferenze: form.jotform.com/251881823916364 Le consulenze sono gratuite e riservate agli iscritti e a chi si iscrive a USB Scuola.

  • USB Scuola: Avvio prenotazioni sportello 150 preferenze
    on 25 Giugno 2026 at 13:51

    Dal 16 al 29 luglio si aprirà l’istanza per la scelta delle 150 preferenze per le supplenze da GPS. La circolare sulle supplenze per il 2026/27 prevede delle novità sia sul funzionamento del cosiddetto algoritmo, sia sulle sanzioni per rinuncia e/o abbandono del servizio, fortemente inasprite. USB Scuola avvia le prenotazioni per il supporto agli iscritti e a chi si iscrive. Per prenotare la consulenza compila il form e verrai ricontattato dalla sede territoriale di riferimento: form.jotform.com/251881823916364

  • Accordo Sindacale su Riunioni e Collegi online. Un ulteriore passo verso il silenzio.
    on 25 Giugno 2026 at 6:06

    È paradossale, ma non troppo, che il nodo centrale dell'accordo stipulato tra sindacati concertativi e MIM, che rende possibile le riunioni a distanza degli organi collegiali anche quando prevedano una deliberazione, sia quello di garantire segretezza e trasparenza del voto. Non che questo non sia un elemento importante, ma appare una semplice quanto scontata precondizione. Il punto centrale sarebbe dovuto essere ben altro e cioè quanta partecipazione e quanto confronto garantiscano realmente riunioni collegiali a distanza. Appare del tutto irresponsabile la soddisfazione delle OO.SS. firmatarie l'accordo che evidenziano addirittura il "risparmio di tempo e costi" da parte dei docenti. Con questo accordo il rischio reale è l'ulteriore riduzione del livello della partecipazione e della discussione. Nella scuola è in atto da tempo uno svuotamento della democrazia all'interno delle riunioni degli ordini collegiali e complessivamente della vita degli istituti. Già oggi il confronto e persino l'effettiva libertà del voto vengono costantemente negati da comportamenti autoritari e finanche minacciosi di molti dirigenti scolastici, le adesioni alle proposte dei DS avvengono spesso senza neanche una votazione formale e nel silenzio più totale. Altro che chiacchiere sulla Scuola come "comunità educante", come recitano tanti documenti! I processi di aziendalizzazione e quelli paralleli di gestione autoritaria da parte dei DS stanno da anni disegnando un modello di Scuola ben differente da quello di Scuola della Repubblica, che dovrebbe garantire i diritti dei lavoratori e l'eguaglianza dei percorsi formativi per gli studenti. In questo contesto l'attivazione della possibilità di svolgere le riunioni collegiali online, le svuoterà ulteriormente di quegli anticorpi democratici che solo il confronto e la partecipazione possono sviluppare. E sfidiamo tutti a dimostrare che le possibilità di confronto e di partecipazione siano le medesime tra le riunioni in presenza e quelle online. Temiamo che in molti, troppi, casi, queste riunioni degli ordini collegiali saranno nient'altro che la ratifica formale di quanto già deciso dal dirigente e dal suo staff. Non ci stupisce la firma su quest'accorto dei sindacati concertativi, divisi solo tra quelli che aderiscono convintamente a questo modello di Scuola e quelli che lo accettano per inerzia e disinteresse. Da anni questo atteggiamento contribuisce ad alimentare la passività di lavoratrici e lavoratori della scuola. USB sostiene da tempo che questo crinale non si possa assecondare, e che occorra ridare centralità di discussione didattica, culturale e di indirizzo alle riunioni degli organi collegiali, troppo spesso appesantite da una enorme quanto inutile quantità di punti all'ordine del giorno.